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Economia Storia di Tartarelli: si inventa un lavoro che va a gonfie vele grazie alla crisi

Imprenditore di Sansepolcro fa affari "tagliando le teste" dei dipendenti delle aziende

La crisi gli gonfia il fatturato. Possibile? Sì, se l'imprenditore svolge un lavoro, ingrato quanto si vuole eppure ‘di moda', come quello di tagliare gli organici. Sforbiciare il personale in esubero, soprattutto quello più costoso. Luigi Tartarelli nella vita fa proprio questo. Multibank, la sua creatura, opera da Sansepolcro su scala nazionale ed europea. Con la depressione degli ultimi anni, manco a dirlo, il lavoro è lievitato. Scusi Tartarelli, lei è un "head hunter": cacciatore di teste. Ma le teste lei le cerca oppure le taglia? "Tutte e due le cose. Il lavoro, in origine, è quello di reperire per conto di aziende medio-grandi figure specializzate, manager per lo più. L'azienda committante ti chiede: c'è un tal Mario Rossi che opera nella ditta x e fa al caso nostro. Vogliamo farlo venire da noi. Noi interveniamo. In altri casi il cliente ci dà solo il profilo, poi tocca a noi frugare nel mondo per trovarlo." E questo è un lavoro da cacciatore di teste. "Già, un lavoro non semplice. Ci viene affidato un budget preciso per concludere l'operazione. E con i tempi che corrono, non puoi certo promettere al prescelto il raddoppio dello stipendio...". Ma veniamo al "taglio" delle teste. "E' il settore in espansione. In questo caso l'azienda vuol liberarsi di una figura dei quadri dirigenziali, un manager, divenuto di troppo per questioni di sintonia oppure economiche e strategiche. L'obiettivo è non finire davanti al giudice del lavoro, non incorrere in spese anche enormi che un licenziamento può comportare. Le aziende si rivolgono a noi. E noi forniamo l'out head hunting. L'ho inventato io". In cosa consiste? "La ditta ci dice: voglio mandare via Mario Rossi, ma non si deve sapere né deve nascere una vertenza. Meglio ancora se l'interessato viene fatto fuori senza che se ne accorga. Noi interveniamo con un'opera che ritengo nobile. Lavoriamo sul cervello della persona, facciamo leva su stimoli e motivazioni: lo convinciamo ad andare in un'altra azienda, dopo aver studiato il suo caso e trovato la giusta sistemazione. Se l'operazione fila, tutto si concretizza senza che nessuno si accorga di nulla." Mica facile. "Ci riusciamo. Grazie all'esperienza e al database con un milione e 300mila società. Questa attività rappresenta il 95 per cento del nostro business. Nel 2009 abbiamo avuto 200 clienti in tutta Europa, con un incremento nel fatturato del 30, 40 per cento." Grazie alla crisi. "Ovvio." Chi sono i committenti? "Operiamo molto nei settori automazione, meccanica e moda. Ma si rivolgono a noi anche le banche. E ci hanno contattato pure gli enti pubblici, ma quello non è campo nostro". Chi sono le persone da allontanare? "Impiegati dei livelli apicali, figure dirigenziali che occupano posizioni alte e strategiche. Teniamo conto che la crisi ha colpito pure queste fasce, i compensi si sono ridotti anche del 40 per cento". Nell'Aretino? "Una manciata di clienti, per lo più del manifatturiero. Tutto il resto fuori. Ma, come si dice, nessuno è profeta in patria... Comunque io sono di Sansepolcro, legato a questo territorio, che ho scelto per il mio progetto imprenditoriale nato nel 1980. Multibank dà lavoro a dodici persone e ci svilupperemo ancora, con sedi distribuite nelle regioni". Scusi, ma quanto costa mandare via un dirigente? "Ci sono diversi fattori per calcolare il compenso: la criticità della persona: per età, funzione e stipendio. In questo momento stiamo seguendo il caso di un controller che prende 600mila euro l'anno e ha 54 anni. Una situazione complicata. L'azienda ha necessità di ridimensionarsi. Procedere con la lettera di licenziamento costerebbe un milione e mezzo o due, con noi il committente spende sui 180mila euro." Sì, ma una volta trovata l'alternativa, come si fa a convincere l'interessato a sloggiare? "Ripeto, lavoriamo sul cervello e costantemente ci aggiorniamo su come la mente regola certi meccanismi comportamentali. Ad uno che per 30 anni ha lavorato in una ditta, gli proponiamo una sfida completamente nuova. Invitiamo a trasformare i punti deboli in quelli positivi. Che so, il sogno di comprarsi una casa, di stare meglio, di offrire ai figli la possibilità di studiare in una certa scuola..." Quanto tempo ci mettete a spostare un manager? "Per contratto abbiamo sei mesi. Ma in media ci riusciamo in tre"


(notizia tratta da www.saturnonotizie.it)

Inserita il : 16-01-2010 da wineuropa

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