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Cronaca CITTA' DI CASTELLO - LA SENTENZA CAUSA VINTA CONTRO UN SETTIMANALE: L'IMPEGNO DEL SINDACO

«Nel ricordo di Maria Geusa. Un progetto destinato ai bimbi»

NEL RICORDO della piccola Maria Geusa. «Utilizzeremo la cifra che ci sarà corrisposta come risarcimento danno per iniziative rivolte ai bambini e legate al nome di Maria, magari coinvolgendo le scuole o le associazioni». In questi suoi ultimi giorni da sindaco Fernanda Cecchini vuole mantenere un impegno preso nell'aprile del 2004 quando Città di Castello divenne, suo malgrado, lo sfondo di questa terribile vicenda di cronaca (la violenza e l'uccisione della bimba di poco più di 2 anni). Nel capoluogo si catapultarono mass media da tutta Europa e tantissime tv e testate nazionali. Una di queste però in un servizio pubblicato proprio in quei giorni caldi, collegò di fatto l'omicidio alla cittadina tifernate descritta con toni da girone dantesco. Il settimanale era «Panorama» (edizione del 22 aprile 2004) ed il Comune lo denunciò per diffamazione. Ora, dopo 6 anni di carte bollate ed udienze arriva l'attesa svolta. Il giudice Daniele Cenci della sezione distaccata del tribunale appena tre giorni fa ha depositato la sentenza su questo caso, dichiarando il settimanale «responsabile per i danni cagionati al Comune a causa dell'illecita pubblicazione dell'articolo dal titolo ‘Certi inconfessabili segreti' e condanna al risarcimento dei danni (quantificabili in circa 70 mila euro, ndr)». A tutelare il Comune in questa battaglia legale, l'avvocato Fabrizio Mastrangeli che ieri è intervenuto nella conferenza stampa convocata dal sindaco ricordando che ad aver mosso «il suo impegno, più che la sua professione, fu il sentirsi un cittadino tifernate». E come lui furono tante le persone, anche illustri, mosse da spirito di appartenenza al territorio, che scrissero lettere inviandole in Comune e poi prodotte nel corso del procedimento. Nell'articolo secondo quanto ricordato dal sindaco «la vicenda fu inserita in un contesto sociale da ‘città dei mostri' dove droga, prostituzione e fatti scabrosi sembravano essere all'ordine del giorno, dando un'immagine assolutamente lesiva di Città di Castello». Ma l'altro lato di questa vicenda, forse quello più interessante dal punto di vista sociale, è proprio l'impegno che la Cecchini, tra gli ultimi atti da sindaco, ha voluto ribadire lasciandolo nelle mani di chi verrà dopo di lei. E' un progetto dedicato ai bambini, per ricordare la piccola Maria. Progetto che avrà le gambe solo al termine del procedimento giudiziario «visto che - ha ricordato l'avvocato - siamo solo al primo grado di giudizio e non è escluso che la controparte ricorra in appello». Per ora il risarcimento si aggira sui 70 mila euro, ma la cifra è aleatoria. Nella vicenda, oltre al giornalista Giacomo Amadori che firmò l'articolo, fu coinvolta anche Maria Odoni che collaborò a quel servizio, prosciolta però da ogni responsabilità. Maria Geusa morì all'ospedale di Città di Castello il 5 aprile 2004, per questo omicidio è in carcere l'imprenditore biturgense Giorgio Giorni che abusò della bimba fino a provocarne la morte nell'appartamento che aveva in affitto in via Angeloni nel cuore del capoluogo tifernate. E' ancora in corso il processo alla madre della bambina per concorso in omicidio.

di CRISTINA CRISCI

notizia tratta da La Nazione

 

Inserita il : 12-05-2010 da wineuropa

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