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Altre notizie Lo stop ai lavori per il taglio di alcune piante senza autorizzazione

Riparte il cantiere sulla Marecchiese Il giudice dispone il dissequestro

di CLAUDIO ROSELLI - BADIA TEDALDA -

 DISSEQUESTRATO il cantiere stradale lungo la regionale 258 Marecchiese, bloccato dall'agosto del 2016 dopo l'intervento della forestale. È stato il giudice Giampiero Borraccia, nei giorni scorsi, a revocare il sequestro, dichiarandolo illegittimo e a respingere la richiesta di sequestro preventivo, per cui dopo oltre un anno e due mesi si potrà tornare a lavorare. Il tutto, a causa dell'assenza di un «foglio», che però non ha assolutamente provocato conseguenze dal punto di vista materiale. Il breve tratto di strada lungo quasi 350 metri, situato fra il valico di Viamaggio e la località Svolta del Podere, nel territorio di Badia Tedalda, era interessato da lavori di «correzione» del percorso finalizzati a creare un migliore margine di visuale agli automobilisti. Quale l'irregolarità rilevata dalle ex guardie forestali? Era stato eseguito l'abbattimento di tre lembi di bosco non contigui, per una superficie totale di 1200 metri quadrati, senza la necessaria autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza. Il responsabile della ditta esecutrice dei lavori stradali era stato denunciato all'autorità giudiziaria e il cantiere sequestrato. Ebbene, quest'ultimo provvedimento era stato riqualificato dal Pm come probatorio ma passato come preventivo in sede di convalida; una volta venute meno le esigenze probatorie, esistevano tutti i presupposti per la revoca del sequestro stesso, a seguito dell'errore di fondo che era stato commesso nel qualificare come preventivo ciò che in realtà era solo probatorio. Soltanto undici, alla fine, erano state le piante abbattute dal «presunto» bosco per la creazione di una nuova superficie funzionale al nuovo asse della strada, senza l'ok della Soprintendenza. L'ACCERTAMENTO di conformità effettuato da parte della Provincia non ha alla fine rilevato alcun danno di natura paesaggistica arrecato al luogo, per cui l'azienda ha sbagliato nel non avere in mano l'ok della Soprintendenza al momento del taglio, ma nel merito ha lavorato con regolarità. Per ciò che riguarda le parti in causa, l'ingegnere comunale di Badia Tedalda era difeso dall'avvocato Loriano Maccari, che insieme al collega Marco Manneschi era il legale anche del direttore dei lavori, mentre il titolare dell'impresa ha affidato la tutela dei propri interessi all'avvocato Enrico Maccari. Nessun problema relativo ai finanziamenti stanziati dalla Regione per la strada: tutto potrà riprendere regolarmente, anche se a frenare i lavori potrebbe essere ora l'inverno. La vicenda ebbe strascichi anche nei rapporti fra il sindaco di Badia, Alberto Santucci e i carabinieri forestali, che il primo cittadino ha poi «sfrattato» dalla sede di proprietà comunale, con trasferimento a Pieve Santo Stefano.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

Inserita il : 08-11-2017 da wineuropa

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