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Altre di Cronaca Sansepolcro: l'uomo al telefono da Arezzo ha allertato i soccorsi

Tenta il suicidio, l'ex da' l'allarme Salvata in extremis dai carabinieri

di CLAUDIO ROSELLI

PROBLEMI di natura sentimentale all'origine del tentato suicidio dell'altra sera a Sansepolcro? Pare proprio questa la causa che può aver indotto una donna a farla finita, ingerendo una notevole quantità di farmaci e rischiando seriamente la vita, al punto tale che nella giornata di ieri era ancora ricoverata in prognosi riservata. Ai carabinieri deve la sua salvezza. Saranno poi le indagini della Compagnia biturgense a far luce sull'accaduto e a ricostruire i particolari della storia fra una 40enne di origine rumena, da tempo residente nella città pierfrancescana senza al momento - così almeno risulta - un impiego lavorativo e un uomo di 47 anni, di professione elettricista, che abita ad Arezzo. La rottura del rapporto fra i due e i dettagli della vicenda sono ovviamente gli elementi presi in considerazione, anche se a priori non vengono scartate altre eventuali ipotesi. L'accertata impossibilità di ricucire la storia? UN LITIGIO piuttosto animato o cos'altro? Sta di fatto che intorno alle 19 di giovedì è stato proprio l'uomo a comporre il 112 e a segnalare per telefono ciò che stava avvenendo nell'appartamento del centro storico in cui vive la ex fidanzata; i militari dell'Arma si sono subito precipitati e il loro è stato un intervento davvero tempestivo: la donna aveva infatti assunto un mix piuttosto forte di barbiturici e altri generi di farmaci e i carabinieri in servizio - una volta constatate le gravi condizioni in cui versava - hanno capito che non fosse il caso di indugiare: ancor prima che giungessero i soccorsi, l'hanno caricata sulle loro spalle e trasportata con l'auto di servizio al pronto soccorso del locale ospedale della Valtiberina, scongiurando in questo modo una sicura morte per avvelenamento. ADESSO, la 40enne è tenuta sotto costante osservazione, ma la prognosi non è stata ancora sciolta. Combinazione ha voluto che ad assistere la rumena fossero gli stessi militari del Nucleo Operativo e Radiomobile già intervenuti lo scorso 2 dicembre per salvare la biturgense di 54 anni che aveva impugnato il coltello per tagliarsi le vene di entrambi i polsi, temendo di perdere il posto di lavoro. E anche allora, a dare l'allarme era stato il convivente. In meno di un paio mesi, insomma, le circostanze hanno trasformato i due carabinieri in provvidenziali soccorritori, anche se il merito è esteso all'intera squadra di uomini del capitano Angelo Bardi.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

Inserita il : 27-01-2018 da wineuropa

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