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Tecnologia & Comunicazione Due adolescenti su tre preferiscono parlare con i propri amici tramite WhatsApp e non a voce. Sono lontani gli incontri a quattrocchi in cui ci si confidava oggi i ragazzi preferiscono il digitale.

WhatsApp: gli adolescenti preferiscono le chat digitali agli incontri di persona. E voi?

Sono lontani, o almeno sembrano, i tempi in cui ci si dava appuntamento in un determinato posto e ci si incontrava per passare qualche ora assieme parlando di qualsiasi cosa. Tutto ormai passa per il digitale e un ultimo report ha confermato proprio questo ossia che gli adolescenti preferiscono la rete e WhatsApp per conversare piuttosto che gli incontri di persona. Una rivoluzione, forse, che però conferma come nella realtà odierna sia sempre più importante per la nuova generazione l'internet e tutto ciò che ruota attorno ad esso.

Spulciando i risultati del report pubblicato dalla Common Sense Media si scopre come su di un totale di 1.141 ragazzi in età compresa tra i 13 e i 17 anni addirittura 1 adolescente su tre preferisce chattare con i propri "amici" tramite WhatsApp o altri servizi di messaggistica piuttosto che incontrarli di persona. Non solo perché il quadro è senza dubbio poco rassicurante se il confronto di questi dati viene fatto con la stessa medesima ricerca effettuata nel 2012. In questo caso, infatti, la volontà di rapportarsi dal vivo è addirittura calata fino al 32% rispetto al 49% del 2012.

 

Contrastante e forse anche particolare il fatto che addirittura il 44% degli intervistati abbia palesato il fastidio di uscire con persone che per buona parte dell'uscita si preoccupano più di guardare il display dello smartphone piuttosto che parlare. Questo forse fa capire che anche gli adolescenti capiscono come il passare troppo tempo sui social o comunque davanti ad uno smartphone sia quanto mai pericoloso e riduttivo per la vita sociale reale. Addirittura il 40% vorrebbe tornare ad una generazione in cui gli smartphone e i social non esistevano.

Dalla ricerca si scopre anche come le chat digitali siano anche il covo di trend negativi e pericolosi come il cyberbullismo. In questo addirittura il 35% ha dichiarato di essere stata vittima in qualche modo di un atto di bullismo. Questa percentuale risultava pari a solo il 5% nel lontano 2012.

Insomma un'epoca che non lascia spazio a molto soprattutto in seno ai social e alla vita sul web. Le grandi piattaforme in tal senso hanno capito che qualcosa bisogna fare per non ovviare a tale situazione e stanno mettendo in atto strumenti capaci di bloccare sul nascere episodi negativi anche se sicuramente tanta responsabilità in tal senso può essere attribuita ai genitori.
tratto da www.hwupgrade.it
di Bruno Mucciarelli

 

Inserita il : 13-09-2018 da wineuropa

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