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Tecnologia & Comunicazione Paradosso d'Oltralpe: è stata bloccata su Twitter la campagna per incentivare i giovani ad andare a votare alle elezioni europee, per effetto di una legge voluta dall'esecutivo Macron

La legge anti-fake news della Francia ha gia' fatto una prima vittima: il governo stesso

Che cosa succede se un governo fa una legge contro le fake news per responsabilizzare maggiormente le piattaforme e poi quelle stesse piattaforme impediscono di fare una campagna elettorale per paura di quella stessa legge?

È quanto successo alla campagna Oui je vote (sì, io voto), che ha l'intento di spingere i più giovani a non disertare le urne e ad iscriversi alle liste elettorali in vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio. La campagna infatti è stata bloccata da Twitter una decina di giorni fa, riferisce l'agenzia stampa Afp, proprio per timore di infrangere la legge anti fake news voluta da Macron e promulgata a dicembre.

Un freno ai colossi del web
Il governo francese è molto propenso a prendere misure che da un lato limitino il potere delle big tech americane e le tassino adeguatamente e dall'altro le rendano responsabili se qualcosa va storto, si tratti di fake news, incitamento al terrorismo. Non è un caso che la Francia sia stata una grande sostenitrice della riforma del copyright votata a Strasburgo lo scorso 26 marzo e sia già all'opera per farla diventare legge prima dell'estate nonostante i due anni di tempo a disposizione.

Secondo il ministero però c'è stato un errore perché la loro campagna non è neanche di partito, in quanto spingerebbe solo i giovani a iscriversi alle liste elettorali.

Forse Twitter ha esagerato, ma questo dimostra bene cosa vuol dire prevedere leggi troppo stringenti, che lascino alle piattaforme la scelta e la responsabilità, in caso di errori, di gestire contenuti complessi da giudicare. Che si tratti di elezioni, fake news, copyright o incitamento all'odio o al terrorismo, è difficile riuscire a prendere una decisione che accontenti tutti.

Sicuramente l'effetto sarà quello paventato più volte nel caso della riforma del copyright: se c'è un dubbio sulla possibilità che un contenuto sia online, verrà bloccato. Con conseguenze dirompenti, visto che i tempi dell'online sono immediati, mentre quelli di un eventuale ricorso per un errore di valutazione molto più lunghi.
di Vincenzo Tiani
tratto da www.wired.it

 

Inserita il : 04-04-2019 da wineuropa

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