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Internet & Dintorni Dai progetti alle commissioni sulla donazione, ecco i meccanismi per raccolte fondi in rete e l'offerta delle 5 piattaforme principali

Come funzionano le piattaforme di crowdfunding per le donazioni

Il crowdfunding a scopo benefico, in Italia, è presidiato da decine di piattaforme online che si differenziano per intenti e per le commissioni applicate alle donazioni. Recentemente il tema è balzato all'onore della cronaca a causa della querelle tra l'associazione dei consumatori Codacons e la coppia Fedez-Chiara Ferragni. Com'è risaputo i due noti influencer il 9 marzo hanno lanciato una campagna su Gofundme a favore dell'Ospedale San Raffaele di Milano per l'emergenza coronavirus, che ha permesso di raccogliere fondi a sufficienza per costruire un reparto nuovo ad hoc destinato ai malati da Covid-19.

La questione commissioni
In poche settimane l'iniziativa ha raccolto oltre 4,4 milioni di euro, ma il 22 marzo l'Antitrust ha chiesto alla piattaforma di eliminare il "meccanismo di preselezione della commissione facoltativa". In pratica in fase di donazione era preselezionata una voce che consentiva di destinare il 10% a Gofundme e quindi l'utente avrebbe dovuto agire direttamente per annullarla. La piattaforma ha corretto l'opzione e assicurato che in caso di richiesta avrebbe rimborsato l'utenza. Fedez e Ferragni, che si sono interessati alla cosa, hanno poi fatto sapere che l'associazione ha dato loro altri 250mila euro, che sono stati indirizzati ad altri ospedali.

Nella vicenda si è inserito il Codacons, associazione di consumatori nota per alcune battaglie poco comprensibili (come richiamato qui da Wired), e lo scontro tra sigla e Fedez ha preso tutt'altra piega, sfociando in esposti e querele.

Ma come funzionano le piattaforme di crowdfunding? Ecco una disamina delle principali più attive in Italia che si occupando di crowfunding donation based, ovvero a scopo benefico e quindi per finanziare iniziative senza scopo di lucro, e sul meccanismo delle commissioni.


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Come funzionano le piattaforme di crowdfunding per le donazioni
Dai progetti alle commissioni sulla donazione, ecco i meccanismi per raccolte fondi in rete e l'offerta delle 5 piattaforme principali
Equity crowdfunding (Getty Images)
Equity crowdfunding (Getty Images)
Il crowdfunding a scopo benefico, in Italia, è presidiato da decine di piattaforme online che si differenziano per intenti e per le commissioni applicate alle donazioni. Recentemente il tema è balzato all'onore della cronaca a causa della querelle tra l'associazione dei consumatori Codacons e la coppia Fedez-Chiara Ferragni. Com'è risaputo i due noti influencer il 9 marzo hanno lanciato una campagna su Gofundme a favore dell'Ospedale San Raffaele di Milano per l'emergenza coronavirus, che ha permesso di raccogliere fondi a sufficienza per costruire un reparto nuovo ad hoc destinato ai malati da Covid-19.

Gofundme

Gofundme è una delle piattaforme di crowfunding più grandi del mondo con oltre 50 milioni di donatori. Ospita ogni genere di campagna: per spese mediche, istruzione, attività di volontariato, sport giovanili, funerali e commemorazioni e anche animali. La creazione di un progetto di raccolta non richiede alcun esborso, ma viene applicata una tariffa sulle transazioni del 2,9%+0,25 euro per le donazioni con carta di credito e debito.

Il motivo di questa scelta si deve al fatto che "soggetti come WePay e PayPal applicano tariffe standard per l'elaborazione dei pagamenti", quindi la piattaforma ha stabilito un piccolo addebito per coprire le spese e il trasferimento sicuro dei fondi. In pratica donando 100 euro, la cifra che viene effettivamente trasferita al destinatario è di 96,85 euro. Inoltre è prevista una garanzia che protegge le donazioni, i donatori e i beneficiari da frodi e rischi cyber-sicurezza. Il sostentamento della piattaforma avviene tramite donazioni volontarie da parte degli utenti.


DeRev

DeRev è una delle piattaforme italiane che si è maggioramene distinta a livello europeo: nel 2017 è stata inclusa dalla Commissione europea tra i 5 operatori di sharing economy più influenti per la capacità di valorizzare individui e gruppi (il cosiddetto empowerment). Si rivolge soprattutto al mondo startup, ma ha un occhio di riguardo anche per la raccolta fondi non-profit. La sua forza è nella community di 6 milioni di utenti.

La creazione e il lancio di una campagna sono gratuiti, ma viene applicata sui fondi raccolti e accreditati una commissione variabile compresa tra il 4% e il 9%, a seconda dei casi. Inoltre la piattaforma, senza entrare troppo nei dettagli, trattiene una commissione di importo variabile per il servizio bancario di ciascuna transazione.

Produzioni dal basso

Produzioni dal Basso è la prima piattaforma di crowdfunding inaugurata in Italia. Nel 2005 non era stato neanche coniato il termine che adesso tutti impieghiamo: risale infatti al 2008, quando il reporter David Axe del Globe and Mail tenta una raccolta fondi online per un progetto editoriale di informazione. La piattaforma è di tipo "reward/donation based", quindi basata su prenotazioni di prodotti o servizi che sbarcheranno sul mercato oppure donazioni.

"Siamo aperti infatti a tutti i tipi di progetti e non operiamo filtri in ingresso", assicura il team: "Chiunque può registrarsi, caricare la propria idea e proporla online". Un'altra peculiarità è quella dei network, un servizio dedicato ad associazioni, aziende, enti pubblici e a tutte le comunità "che vogliono selezionare in modo unico e personalizzato i progetti di crowdfunding". Fra questi spiccano Slow Food Italia, Terre Nuove Edizioni, l'università Bicocca, Altreconomia, Arci.

Per quando riguarda i costi, le tariffe dipendono dal tipo di metodo di pagamento e dalla modalità di crowdfunding scelta. Per PayPal viene applicata, su ogni transazione, un costo di 3,4%+0,35 euro. Invece con Lemonway (bonifici e carte di credito) viene applicato lo 0,9% + 0,20 euro, inoltre è obbligatorio completare una procedura di verifica della propria identità per trasferire quanto raccolto (e per raccogliere più di 2500 euro annuali). In aggiunta a queste commissioni bisogna considerare un ulteriore 3% per donazioni "semplici" o "ricorrenti", oppure il 5% per le opzioni "raccogli tutto" o "tutto o niente".

BuonaCausa

BuonaCausa è una piattaforma di crowdfunding gestita senza scopo di lucro dall'Associazione BuonaCausa (ex Associazione Treeware). L'obiettivo è dedicarsi "alle buone cause", infatti consente non solo le raccolte fondi ma anche la creazione petizioni online o raccolte firme. "Più in generale, BuonaCausa è una community, ovvero una comunità di persone, associazioni, enti e aziende che sono interessate a promuovere e sostenere progetti dal valore sociale", spiega il team.

Il servizio di raccolta fondi è accessibile alle persone fisiche maggiorenni e di cittadinanza italiana, alle associazioni non-profit riconosciute in Italia o rappresentate da un delegato di nazionalità italiana, agli enti pubblici e privati italiani e alle aziende riconosciute in Italia o rappresentate da un delegato di nazionalità italiana.

Da rilevare l'opzione pensata per i testimonial di associazioni e cause: possono aprire una pagina personale (personal fundraising) che consente di non entrare in contatto con i fondi raccolti. Questi ultimi andranno direttamente al beneficiario. Per quanto riguarda i costi BuonaCausa non applica nessuna tariffa, ma a seconda del metodo di pagamento (bonifico, PayPal, etc.) scelto i donatori dovranno farsi carico delle spese.

Rete del Dono

Rete del Dono si impegna a sostegno di progetti di utilità sociale, solidarietà e impegno civile. L'obiettivo è aiutare individui, enti territoriali e aziende per "dare forma al proprio impegno solidale, dalla scelta dell'organizzazione non profit alla definizione della modalità di coinvolgimento della comunità". Previste anche partnership con gli eventi sportivi di massa per programmi di solidarietà (Charity Program) aperti alle organizzazioni non profit territoriali. Il team puntualizza che le organizzazioni non profit possono promuovere i loro progetti iscrivendosi al portale; i donatori invece possono effettuare donazioni online a favore delle no-profit (carta di credito o conto PayPal), partecipare a un'iniziativa di raccolta fondi organizzata da un sostenitore e invitare parenti e amici a fare lo stesso, alimentando così il circuito virtuoso della solidarietà.

"Per le raccolte fondi finalizzate a sostenere le macro-emergenze - ovvero quelle situazioni di grande pericolo per le persone, i beni, le strutture e l'ambiente esposti a danni di tipo catastrofico e che richiedono interventi di tipo straordinario - la commissione di Rete del dono sarà del 3% anziché del 5%", spiegano. A questa commissione bisogna aggiungere quelle per le carte di credito europee (1,4%+0,25 euro), credito non europee (2,9%+0,25 euro), Satispay (0,5% per transazione sotto i 10 euro) e PayPal (1,8%+0,35 euro); per i bonifici zero euro.

Considerazioni finali

Il boom delle donazioni online richiede una certa attenzione per non incorrere nel rischio truffe. L'ideale è affidarsi a piattaforme online strutturate, capaci di fornire ogni informazione sulla loro attività. In questo momento di emergenza sono le stesse realtà oggetto di campagne di raccolta fondi a indicare sui propri siti dove recarsi. Per esempio, l'ospedale Niguarda di Milano segnala nella sua area news che per implementare nuovi posti letto di terapia intensiva si può fare riferimento a Gofundme, Donaperildono e altre realtà.

In ogni caso vale sempre la regola di verificare se l'ente oggetto di una campagna ha effettivamente bisogno e se la piattaforma online scelta consente la detrazione fiscale. La ricevuta della donazione infatti andrebbe sempre conservata. Attenzione infine agli eventuali costi delle piattaforme e le tariffe applicate alle transazioni. Per approfondire ulteriormente il tema si può contattare Assif (Associazione italiana fundraiser).

Tratto da www.wired.it
di Dario d'Elia

 

Inserita il : 02-04-2020 da wineuropa

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