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Cronaca Sansepolcro, denunciato da padre e madre. Tre episodi di violenza

Picchia i genitori e la sorella Arrestato ventenne marocchino

di CLAUDIO ROSELLI

LO HANNO ARRESTATO per maltrattamenti i carabinieri della Compagnia di Sansepolcro, al termine dell'ennesimo litigio consumato in famiglia nella mattinata di domenica scorsa, quando se l'era presa con entrambi i genitori. Problemi di droga - così almeno risulta - alla base di tutto: sta di fatto che un cittadino di origine marocchina di 22 anni, residente nel capoluogo biturgense e munito di soggiorno permanente, si trova ora rinchiuso nel carcere di San Benedetto ad Arezzo. La situazione era divenuta insostenibile in questa abitazione, ubicata all'estremità sud della città, praticamente al confine con l'Umbria: minacce, aggressioni e percosse, nonché atti prevaricatori e vessatori nei confronti dei familiari con i quali vive - tutti anch'essi con la carta di soggiorno permanente - stavano diventando sempre più frequenti. I MILITARI dell'Arma erano già intervenuti nelle giornate di domenica 17 e di mercoledì 27 settembre; nel primo caso, il giovane aveva picchiato la sorella minorenne, peraltro sottoposta a «codice rosa»; un codice virtuale affiancato a quelli di gravità per identificare un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenza; la seconda volta, invece, si era scagliato contro la madre, prima di arrivare all'ultimo triste capitolo - quello appunto di tre giorni fa - quando ha aggredito padre e madre (entrambi in età compresa fra i 45 e i 50 anni), senza utilizzare alcun oggetto o arnese. Le due persone hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'Ospedale della Valtiberina; se la caveranno con qualche giorno di prognosi, ma le ferite subite hanno costituito la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. SONO STATI infatti i genitori a denunciare l'accaduto ai carabinieri, che nel corso della perquisizione personale hanno trovato addosso al figlio della coppia due coltelli a serramanico, subito sequestrati dalla pattuglia in servizio. Come ricordato, è una storia che può avere la spiegazione nelle condizioni del 22enne nordafricano, seguito in passato dal locale servizio tossicodipendenze della Usl; il ragazzo non ha un'occupazione ed è assai probabile che a scatenare il suo comportamento violento sia stata la necessità di reperire soldi con i quali pagarsi le dosi di stupefacente. Le indagini sono ovviamente in corso e il giovane, dopo le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale aretina, in attesa dell'udienza di convalida del fermo.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

 

Inserita il : 04-10-2017 da wineuropa

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