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Cronaca Morto a 18 anni, arresto convalidato per il pusher

SANSEPOLCRO L'ALBANESE RESTA IN CARCERE A PERUGIA. E IN CITTA' TORNA L'ALLARME-DROGA

LA NOVITÀ di ieri, relativamente al caso della morte di Elias Ghouiza, riguarda il pusher: è stato infatti convalidato l'arresto del 21enne albanese senza fissa dimora, F.R., dal quale il 18enne residente a Sansepolcro ha acquistato la dose di cocaina nella giornata di giovedì 5 ottobre, recandosi a Umbertide, dove lo spacciatore gravitava abitualmente con la sua illecita attività. L'albanese, che al momento è ritenuto il presunto responsabile del decesso di Elias, rimane quindi rinchiuso nel carcere di Capanne a Perugia, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Dopo gli esami autoptici eseguiti ad Arezzo e a Siena, dai quali è attesa la risposta sulla possibile overdose che può avergli stroncato l'esistenza, la salma del giovane è stata restituita ai familiari e ha fatto ritorno all'obitorio dell'Ospedale della Valtiberina; con ogni probabilità, quella di oggi dovrebbe l'ultima mattinata di permanenza di Elias in una Sansepolcro nella quale era nato e dove ha fatto appena in tempo a raggiungere la maggiore età. La ditta bolognese di onoranze funebri, che gestisce i trasferimenti con il Marocco, procederà con il trasferimento e sarà questo il momento del triste commiato da una realtà che lo aveva accolto con affetto, come dimostrano le iniziative di amici ed ex compagni di scuola e anche la veglia dell'altra sera al Sacro Cuore, dove il Vangelo si è alternato con il Corano. LA TRAGEDIA di una settimana fa rimette il dito sulla classica piaga sulla presenza del fenomeno, anche se la città biturgense è soprattutto luogo di assuntori - quindi di consumo e non di spaccio - delle sostanze stupefacenti; i giovani del posto raggiungono il versante umbro fino a Perugia per rifornirsi di «roba», ma l'allarmismo è salito, come evidenzia il locale Partito democratico in una nota su questo esempio di fragilità giovanile. Il Pd prende come esempi Elias e Sara Smahi (il fatto risale allo scorso marzo), ma ricordiamo che in zona vi sono altre due morti sulle quali aleggia seriamente il sospetto della droga. «Queste due disgrazie non possono essere derubricate come problemi che attengono alla sicurezza e trattate solo con gli strumenti propri alle forze dell'ordine - si legge - perché denunciano una marginalità sociale forte sulla quale come cittadini, prima di tutto, dobbiamo aprire gli occhi e capire come intervenire a livello di comunità. Non possiamo voltarci dall'altra parte pensando che questi fatti non ci interroghino perché capitano in luoghi che non conosciamo e a famiglie che non sono originarie del nostro territorio, dobbiamo comprendere come il livello di tenuta sociale della nostra città passa da qui, dal farsi carico di chi è più debole e rischia di rimanere isolato». C.R.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

Inserita il : 13-10-2017 da wineuropa

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