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Altre notizie Nardi, deciso lo sciopero a oltranza Il manager: ‘Politici rimasti a guardare’

SAN GIUSTINO MARTEDI' INCONTRO IN REGIONE CON LA NUOVA PROPRIETA'

- SAN GIUSTINO -
L'ASSEMBLEA dei lavoratori della Nardi, riunita ieri mattina in azienda insieme ai sindacati, ha stabilito il proseguo dello sciopero e il presidio dei cancelli, a oltranza, o almeno fino a che la situazione non si sbloccherà. Da lunedì inizia dunque la quarta settimana di proteste. Sul fronte istituzionale intanto la Regione ha convocato la nuova proprietà (un fondo di ristrutturazione con sede a Londra) per martedì mattina. Nuova proprietà che, finora, è stata rappresentata negli incontri sindacali, da un amministratore di zona, il dottor Paolo Guerriero Carloni, professionista di Città di Castello che si occupa di ristrutturazione aziendale, nonché attuale membro del Cda della Nardi spa. PROPRIO Carloni, nelle scorse ore, ha postato sulla piattaforma social dedicata al lavoro, Linkedin, un suo punto di vista sulla vertenza. Ed è un punto di vista molto critico. Il manager, con una lunga e quotata carriera alle spalle, parla di una «vicenda paradossale, di un sistema malato basato sull'approssimazione, i mancati approfondimenti e le fake news, in cui chi meno sa, più parla». Carloni ricostruisce con queste parole l'antefatto della vertenza Nardi spa: «Una famiglia imprenditoriale importante, logorata da quasi due decenni di perdite e qualche decina di milioni di euro di denaro di ricapitalizzazione, decide di chiudere l'azienda. Nessun politico interviene. Nessun imprenditore, pur contattato, interviene», dice Carloni che prosegue ancora: «Subentra quindi un fondo di ristrutturazione, unica alternativa possibile alla chiusura aziendale. L'azienda rimane in vita, anche se sarà ridimensionata. I lavoratori guadagnano 20 mesi di copertura grazie agli ammortizzatori sociali, se saranno concessi. Posso comprendere i sindacati, che fanno la lotta di classe e giocano la loro parte, ma mi chiedo: i vari politici o politicanti, che in passato si sono ben guardati dall'intervenire in una situazione così complessa, hanno intenzione di documentarsi oppure, visto che siamo in campagna elettorale, preferiscono parlare a vanvera?», conclude il manager che assieme ad altri comparirà in Regione martedì. SUL TAVOLO, per il futuro della Nardi, c'è la prospettiva di una ristrutturazione pesante in termini occupazionali (103 i dipendenti attuali) poiché ci sarebbe l'intenzione di continuare negli stabilimenti di Selci l'attività industriale, ma ridurre di molto quella produttiva. Cristina Crisci e Carlo Stocchi
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

Inserita il : 27-01-2018 da wineuropa

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