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Attualità L'imponente struttura della Diocesi diventera' una casa per sacerdoti

Citta' di Castello Villa Sacro Cuore, si cambia

LA VILLA SACRO CUORE diventerà una «Casa d'accoglienza per sacerdoti». Lo ha annunciato il vescovo Domenico Cancian in occasione dell'ultima riunione col clero diocesano che si è svolta in questi giorni. Molte le indicazioni che monsignor Cancian ha dato ai sacerdoti che operano in Diocesi, tra le quali alcuni comunicazioni. La più importante riguarda proprio la destinazione della villa sacro cuore «che da tempo - ha spiegato il vescovo - è inutilizzata. Dopo aver avuto il parere favorevole del Collegio dei Consultori e del Consiglio presbiteriale, ho accolto la proposta di darla in affitto come casa d'accoglienza». Sarà riservata ai preti malati o in difficoltà e gestita da due sacerdoti dell'Amore Misericordioso di Collevalenza.
«L'attività - ha aggiunto il vescovo - è condivisa e sostenuta dalla Cei e dovrebbe iniziare dopo l'estate». La struttura, già rimessa a posto, è dotata di 56 posti letto (camere con bagno), bar, sala pranzo, sala riunioni, cappella e spazi multifunzionali ed è situata sulle colline tifernati a 2 chilometri circa dal centro storico.
NELLA STESSA RIUNIONE è stata ribadita la volontà da parte della Diocesi, di provvedere ad un cambio interno all'assetto delle parrocchie con lo spostamento di alcuni sacerdoti. Ancora nessuna ufficializzazione del futuro riordino, ma Cancian ha spiegato: «Sto mettendo a punto cambiamenti che ritengo opportuni. Ho in mente di poterli comunicare all'assemblea diocesana di giugno che convocherò dopo essermi consultato col Consiglio presbiteriale e pastorale».
Gli spostamenti dovrebbero avvenire entro l'inizio del nuovo anno pastorale, cioè a settembre e saranno resi noti solo tra alcune settimane direttamente dal vescovo Cancian che ha chiesto su questo specifico punto, massima collaborazione ai sacerdoti nel far comprendere ai fedeli le esigenze e le ragioni dei cambiamenti. Infatti l'annuncio di questa volontà, è stato ampiamente preceduto da una disanima molto complessa e puntuale circa le mutazioni che ha subito la popolazione presbiteriale sia in Umbria che a Città di Castello.
«AVREMO MENO preti - ha detto Cancian - e con un'identità professionale molto sotto pressione. Il clero dovrà essere più unito, le parrocchie collaborare tra loro con un'identità distinta tra preti e laici, non in competizione, ma in corresponsabile gestione della vita di fede e comunità». Infine il vescovo ha invitato a guardare ad un nuovo modello pastorale basato anche sulla cultura della collaborazione e dell'animazione. «Proprio tenendo conto di questa situazione e di quella più specifica del clero secolare - ha concluso Cancian - sto rivedendo l'assetto delle parrocchie».
Cristina Crisci
notizie tratte da La Nazione

Inserita il : 24-05-2011 da wineuropa

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