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Altre News Ordinati cinque nuovi diaconi Il vescovo: Una grazia per la Chiesa

PATRONO VOCAZIONI LAICHE, CATTEDRALE GREMITA PER LA RICORRENZA

- CITTA' DI CASTELLO -
«RISVEGLIARE la fede e la sperenza in questi tempi così difficili, seguire l'esempio dei santi Patroni Florido e Amanzio facendo ognuno la propria parte. Invece di tirarci indietro o semplicemente di lamentarci, è quanto mai urgente un sussulto di responsabilità personale e collettiva»: così il vescovo monsignor Domenico Cancian si è rivolto ieri alla comunità tifernate che ha gremito la Cattedrale nel giorno di San Florido. La solenne messa dei santi patroni (Florido, Amanzio e Donnino) si è svolta alle ore 18 di ieri ed è stata incentrata sulla cerimonia di ordinazione di cinque diaconi, definita dal vescovo «una vera grazia per la nostra Chiesa». I cinque diaconi sono: Federico Bosi di Piosina che fa parte da anni del volontariato ed opera come autista soccorritore. Marco Cheli lavora invece a servizio della sicurezza pubblica come brigadiere dei Carabinieri ed opera nella parrocchia di Selci: «La mia vocazione - ha affermato - è avvenuta nel 2015 e si è concretizzata con l'approdo al diaconato. La mia fede è il frutto di una ricerca di libertà». GIUSEPPE Floridi, consulente finanziario, collabora con la parrocchia di Promano, con il santuario di Canoscio e con la Caritas diocesana. Giuseppe Papagni, originario di Bisceglie, sposato con due figli, è cuoco in una comunità di sacerdoti e collabora con le parrocchie di Graticole e Badiali: «Dopo un percorso di vita lavorativa e familiare che potrei definire ‘normale' ho sentito il bisogno di avvicinarmi di più al Signore. Spero che il mio contributo possa essere d'aiuto alla Chiesa», ha detto. Angelo Pennestri, infine, napoletano d'origine, da 11 anni opera nella parrocchia di Pietralunga, è sposato ed ha vari figli ‘naturali e adottivi', proviene da una formazione neocatecumenale ed è stato impegnato per anni con il Tribunale dei minori. «LA MIA vocazione - aggiunge - nasce dal bisogno di usare bene il tempo a nostra disposizione ed impiegarlo per fare del bene. Tutti dovremmo sforzarci di fare del bene, nel nostro piccolo». Un particolare pensiero è stato rivolto dal vescovo al suo predecessore monsignor Pellegrino Tomaso Ronchi, che in queste ore si trova nell'infermeria dei frati Cappuccini di Perugia.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

Inserita il : 14-11-2017 da wineuropa

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